sabato 6 febbraio 2010

Bookmarks Puntata 43 - 29 Marzo 2009




Benvenuti, malcapitati ascoltatori. Quale piede avete messo in fallo per cascare nella trappola di Bookmarks, il segmento radiofonico ostinatamente ospitato dal Garage Ermetico, che tra il serio e il faceto vi riempie le tasche di web-strip? Sappiate che questa volta siete rotolati in una buca profonda profonda perché la strip di oggi ci parla di un mondo sotterraneo ed oscuro, di un periodo storico fatto di party nascosti e locali notturni camuffati da semplici caffè. Verrete trascinati nella St. Louis del jazz e dello swing, nella città dei piaceri inconfessati e nei bui vicoli del contrabbando.

Infatti stiamo per presentarvi Lackadaisy, uno splendido web-comic americano incentrato sugli anni del proibizionismo, l’era dorata di gangster furfanti, in cui tante città d’oltreoceano vivevano una segreta vita notturna fatta di lustrini, payettes e calici colmi di prezioso quanto vietato nettare alcolico.

Nella St. Louis degli anni venti era davvero dura potersi fare un bicchierino. La polizia braccava da vicino le distillerie, il commercio di wiskey era totalmente finito, la vita notturna era castigata e noiosa. Ma, per chi sapeva rischiare e non aveva paura di sporcarsi le mani, era l’occasione perfetta per fare una montagna di dollari, dando alla città quello che più desiderava e non poteva avere.
E Mr. Atlas May era proprio il tipo d’uomo con il fiuto per gli affari poco puliti. Pochi sanno che il suo tranquillo ristorante, il Little Daisy, è costruito sopra una antica cava mineraria dove il nostro opportunista ha aperto uno speakeasy, come venivano chiamati in gergo i locali proibiti.

Belle donne, spettacoli, musica tutta la notte e soprattutto ettolitri di whiskey, serviti in abbondanza a clienti riservati e con il portafoglio pieno. Questo stravagante night-club si chiama Lackadaisy, e negli anni frutta una fortuna al buon signor May, che si trova presto a capo di un piccolo impero. Ma la ricchezza ed il successo fanno gola a molti, e qualcuno, un bel giorno ha deciso di fare secco Atlas May, riuscendo nell’intento e dandosela a gambe prima di essere scoperto. Il Lackadaisy, un tempo principale speakeasy della città, rischia la miseria a causa della concorrenza ringalluzzita di bande rivali e spietate.

Rimane la giovane splendida vedova di Atlas, la conturbante Mitzi May, a gestire il ristorante ed il bar sottostante. Splendida ex-soubrette, non ha certo carenza di fascino o di carisma, ma solo pochi degli uomini del defunto marito le sono rimasti al fianco. Oltretutto si rincorrono voci sul suo coinvolgimento nell’omicidio di Mr. May. Quale sarà la verità?

Il suo braccio destro è Rocky, giovane violinista dell’orchestra del Lackadaisy. Rocky è un geniale imbecille dal fisico troppo esile per questo mondo di banditi in doppiopetto, ma ha imparato l’arte della sopravvivenza ed ha una notevole dose di fortuna; risorse non disprezzabili da chi rischia la pelle tutti i giorni.

Come un tempo faceva Viktor, laconico guercio di nazionalità ungherese, un tempo principale sgherro e uomo d’azione di Atlas May. Grande e grosso, di poche parole, spietato e deciso, per anni ha badato alle scorte del bar vedendosela con poliziotti e brutti ceffi. Ma gli anni e le ferite lo hanno messo dietro al banco a servire da bere. Ora che Mitzi ha bisogno di uomini validi gli toccherà imbracciare di nuovo il fucile.

E poi ci sono Ivy Pepper, figlioccia del signor May, studentessa attratta nel vortice proibito della notte, Calvin, giovane dall’onestà incrollabile ed aspirante poliziotto che il caso ed il folle cugino Rocky hanno portato alla perdizione e tanti altri personaggi che animano questa serie sempre sospesa tra comicità ed avventura, toni pulp ed accenti spassosi e divertenti.

Lackadaisy gode di due risorse fondamentali: è scritta benissimo ed è disegnata anche meglio. Tracy Butler, artista classe 1980 innamorata della storia di St. Louis, sua città d’adozione, è una penna ispirata sia ai testi, scritti in un inglese di grande stile, studiato anche nei particolari del gergo del proibizionismo, che alle matite, affinate da anni di passione per il disegno e dal suo lavoro di grafica di videogiochi. Una professione che si ripercuote appunto sulla cura delle grafiche del fumetto, tutto realizzato in un incantevole color seppia da fotografia scolorita dei primi del secolo scorso, con un tratto ammirevole per precisione e culto dei particolari.

Piccolo particolare: Lackadaisy appartiene di diritto al genere furry. Infatti tutti i personaggi dell’opera sono in realtà gatti antropomorfi, il che contribuisce in maniera decisiva allo strano fascino di questa serie: teneri gattini con coppola e giacca blu alle prese con mitra e botti di contrabbando, sensuali femme fatale dalle movenze decisamente feline, baffuti micini con un sacco di pelo sullo stomaco. E chi resiste a questo spasso?

Se per caso vi capita di concordare, sappiate che questo web-comic, già pluripremiato nel 2007 e nel 2008, non si schioda dal sito www.lackadaisycats.com anche lui curatissimo ed in perfetto stile anni venti. Correteci subito, se avete il coraggio per sopravvivere ai loschi intrighi della mala, e magari acquistate anche il volume Lackadaisy, da poco uscito per l’editore ReNoir. Se poi vi resta del coraggio residuo venite anche sul nostro blog (rimasto un po’ indietro, ma a breve rimedieremo) ztrudel.blogspot.com, per riascoltare le nostre puntate e scoprire altre perle del fumetto sparse nella rete.

Noi torniamo la settimana prossimasia su queste pagine che sulle frequenze del Garage Ermetico (su Radio Kairos sabato dalle 13 alle 14 e su Radio Sherwood la domenica, in ritardo di una puntata, dalle 13 alle 14) . State in campana furfanti e leggete tante strip.


Ascolta la puntata :






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